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A.S.D. Golfo Dei Poeti Benvenuti!

DivertiTrail

Mi sono preso un weekend per poter scrivere con più calma: la settimana scorsa è stata impegnativa sia per il lavoro che per gli allenamenti, ma: “Shit, happens”.

Il post della scorsa settimana, oltre ad essere tra i più letti, ha avuto una ridda di commenti, creando un piccolo vespaio tra due correnti di pensiero diverse: per essere felici meglio essere tapascioni (o jeep) oppure essere veloci (Formula Uno)? E chi può dirlo? Pensando ancora  a quanto scaturito dal post, sabato mattina ho avuto la fortuna di andare a correre con un neo Arcigno, Matteo Locori. Giro di 5 ore accorciato a 3 giusto per fare i test del materiale da pioggia ( …”e mandamela così per tutti i 125 km!” cit. Bruno Mencarelli). Giro corto classico in preparazione Abbots’ con Santa Croce-Campiglia-Scalinata Mencarelli-Golgota e rientro da Biassa. Alla faccia della jeep.

La Formula Uno con gomme tassellate mi ha rifilato 8 minuti fra la fine della Mencarelli e la sommità del Golgota (dove sono arrivato in discreta forma assieme a due ladroni incontrati sugli scalini). Io felice perché avevo le pulsazioni davvero basse (140 bpm) e nessun affanno, gambe fresche; Matteo felice perché era andato su come una “litorina”. Scendendo mi dice di essere in una buona fase di allenamento: ha un allenatore che lo segue e si impegna molto in tabelle, ripetute, ritmo e palestra. Ha un lavoro impegnativo ma riesce a ritagliarsi il tempo necessario. Dall’altra parte del “ring” ci sono io, con la mia visione ormai “zen” della corsa. Attenzione che “zen” non significa “scuse”. Mi sono preso 8 minuti perché sei andato più forte di me. Stop. Mi batti in salita perché sei più allenato, più veloce di me. Stop. Va bene lo zen ma, come sempre, le scuse devono stare a zero, altrimenti mento a me stesso ed invento alibi per autoscusarmi del poco impegno con cui faccio una cosa.  Said that: io corro per il gusto di farlo e mi diverte correre per ore da solo su e giù per i boschi. Mi piace perché conosco meglio me stesso e  riesco a mettere a nudo i miei pensieri e le mie sensazioni. Come mi piace correre con mia moglie e con gli amici Arcigni il martedì sera. Arriverà la Abbots’ (come sono arrivate le mezze, le maratone e le ultra) e cercherò di arrivare in fondo, godendomi un viaggio che, per me, è molto più spirituale che fisico in senso stretto. Nel frattempo Matteo si divertirà nel vedere scendere i suoi tempi di mese in mese, migliorare il recupero, progredire nelle ripetute. Lo scoramento e la classica “incazzatura” post-legnata sarà uguale sia per chi vuole correre una mezza a 4 di media e “salta” al 18°,sia per chi si “arena” al 55° km di una ultra trail Non c’è differenza nel divertimento, e nelle delusioni (immancabili), che  trasmette questo gesto tanto antico quanto semplice della corsa a piedi.

Poi ovvio che chi corre trail sia un “unto” dal Signore e possiede saggezza, giustizia e misericordia. Inoltre è ovviamente bellissimo e la Fortuna gli arride …..chi corre veloce veloce su asfalto….può fare le ripetute fino al LeClerc!!!!

Ciao Arcigni!....DIVERTITEVI…SEMPRE!

Commenti   

 
0 #1 SimonePanigaccio 2013-04-22 14:07
E pensare che questi articoli te li pubblico io... devo iniziare ad applicare una censura più severa ;-)
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